Cos’è?

La legge di stabilità 2016 ha prorogato fino al 31 dicembre 2016 la detrazione (IRPEF e IRES, vale quindi anche per le società di capitali) per gli interventi di riqualificazione energetica nella misura aumentata del 65% (il vincolo è che gli interventi aumentino l’efficienza energetica dell’edificio esistente).

La stessa agevolazione è prevista per gli interventi realizzati su parti comuni degli edifici condominiali e su tutte le unità immobiliari che compongono il condominio stesso.

Dal 1° gennaio 2017 l’agevolazione sarà sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.

Come ogni detrazione, anche quella qui descritta è ammessa entro i limiti di capienza del contribuente e l’eventuale eccedenza non può essere chiesta a rimborso in alcun modo.

N.B. Le spese sostenute per la realizzazione di questi lavori non danno diritto al “bonus mobili”.

 

Chi può godere della detrazione?

Possono godere dell’agevolazione tutti i contribuenti, residenti e non, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono (sono quindi generalmente esclusi inquilini e comodatari che non sono persone fisiche), a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

In particolare godono dell’agevolazione:

  • le persone fisiche, compresi esercenti di arti e professioni;
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa [persone fisiche, società di persone (ribaltano sui soci in funzione della partecipazione agli utili – C.M. 57/E del 24 febbraio 1998), società di capitali];
  • le associazioni tra professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Tra le persone fisiche, e solo tra queste (fonte Consulenti Agenzia delle Entrate), possono fruire dell’agevolazione:

  • i titolari di un diritto reale sull’immobile;
  • i condomini; per gli interventi sulle parti comuni condominiali;
  • gli inquilini
  • coloro che hanno l’immobile in comodato.

I titolari di reddito d’impresa possono usufruire della detrazione solo con riferimento ai fabbricati strumentali da essi utilizzati nell’esercizio della loro attività imprenditoriale, restano quindi categoricamente esclusi i beni “merce”.

Anche i familiari conviventi con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento possono fruire della detrazione, a patto che sostengano le spese (con relativa documentazione ad essi intestata).

I familiari non possono godere dell’agevolazione qualora l’immobile oggetto dell’intervento sia strumentale all’attività d’impresa, arte o professione.

L’agevolazione spetta anche qualora il contribuente finanzi la realizzazione dell’intervento di riqualificazione energetica con un contratto di leasing. In questo caso la detrazione spetta al contribuente stesso (utilizzatore) e si calcola sul costo sostenuto dalla società di leasing (non rilevano quindi i canoni di leasing corrisposti).

 

Per quali lavori spetta l’agevolazione?

La detrazione spetta per gli interventi:

  • che aumentano l’efficienza di edifici esistenti (riqualificazione energetica);
  • sull’involucro degli edifici,
  • d’installazione di pannelli solari;
  • di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Recentemente è stata estesa l’agevolazione anche ad altri interventi:

  • acquisto e posa in opera delle schermature solari (all. M del decreto legislativo 311 del 2006);
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  • acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative.

Di seguito vediamo nel dettaglio le varie tipologie di lavori per i quali è ammessa la detrazione.

 

IMPORTANTE “PER LAVORI IN CORSO”

Chiarimento dell’Agenzia:

“Se il contribuente non è in possesso della documentazione, poiché l’intervento è ancora in corso di realizzazione, può fruire comunque della detrazione per le spese sostenute in ciascun periodo d‘imposta, a condizione che attesti che i lavori non sono ultimati.”

Inoltre non è più necessario comunicare all’Agenzia il proseguimento dei lavori in caso di lavori che si protraggano per più periodi d’imposta.

 

Riqualificazione energetica degli edifici esistenti

L’importo massimo dell’agevolazione fiscale è di € 100.000, l’obiettivo dell’intervento è invece la riduzione degli indici di fabbisogno energetico.

In questa categoria rientrano tutti i lavori che permettono di raggiungere un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori definiti al Decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, allegato A (è chiaramente necessaria la consultazione di un professionista per effettuare questi conteggi).

L’Agenzia chiarisce altresì che i parametri cui far riferimento sono quelli applicabili alla data di inizio lavori.

Non vengono elencate esplicitamente delle opere o degli impianti da realizzare al fine di ottenere la detrazione in quanto l’intervento è definito in funzione del risultato che lo stesso deve conseguire come riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale dell’intero fabbricato.

E’ quindi incluso qualsiasi intervento, o insieme di interventi, idoneo a realizzare la maggior efficienza energetica richiesta dalla norma.

Il fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale è “la quantità di energia primaria globalmente richiesta, nel corso di un anno, per mantenere negli ambienti riscaldati la temperatura di progetto, in regime di attivazione continuo” (allegato A del decreto legislativo n. 192 del 2005).

Gli indici da cui si quantifica il risparmio energetico conseguito sono calcolati in funzione della categoria di appartenenza dell’edificio (residenziali o meno), della zona climatica e del rapporto di forma che lo stesso presenta.

E’ da sottolineare che l’indice di risparmio per fruire della detrazione deve esser calcolato facendo riferimento al fabbisogno energetico dell’intero edificio e non a quello delle singole porzioni immobiliari che lo compongono.

L’indice di prestazione energetica può essere raggiunto anche mediante la realizzazione degli altri interventi agevolati (sostituzione impianti climatizzazione invernale, sostituzione infissi, …,): in questo caso, a condizione di conseguire la “qualificazione energetica dell’edificio” (cioè l’indice di prestazione energetica prescritto), l’importo massimo detraibile sarà pari a € 100.000 per la totalità dei lavori eseguiti.

Non sarà possibile quindi far valere autonomamente anche le detrazioni per specifici lavori che incidano sul livello di climatizzazione invernale mentre potranno essere valutati e detratti autonomamente quei lavori che non incidono sul livello di climatizzazione invernale (es. installazione pannelli solari).

 

Interventi sugli involucri degli edifici

Per questo tipo di interventi il valore massimo della detrazione è di € 60.000.

Sono quegli interventi su unità immobiliari esistenti o su edifici esistenti o parti di essi, riguardanti strutture opache orizzontali (pavimenti, coperture), verticali (pareti), finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno o verso vani non riscaldati, che rispettano i requisiti di trasmittanza “U” (dispersione del calore), espressa in W/m2K, definiti dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008 e successivamente modificati dal decreto 26 gennaio 2010.

I parametri cui far riferimento sono quelli applicabili alla data di inizio dei lavori.

Negli interventi è ricompresa la sostituzione dei portoni d’ingresso a condizione che gli stessi delimitino l’involucro riscaldato dell’edificio (verso l’esterno o locali non riscaldati) e risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre (circolare 21/E del23 aprile 2010 dell’Agenzia delle Entrate).

La stessa detrazione, e sempre nella misura massima di € 60.000, è riconosciuta anche per le spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016 per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari elencate nell’allegato M del decreto legislativo n.311/2006.

Gli infissi si intendono comprensivi anche delle strutture accessorie che hanno effetto sulla dispersione di calore (es. scuri, persiane, …) o che risultino strutturalmente accorpate al manufatto (es. cassonetti incorporati nel telaio dell’infisso).

 

Attenzione

La semplice sostituzione degli infissi o il rifacimento dell’involucro degli edifici, qualora gli indici preesistenti all’intervento siano già conformi a quelli prescritti, consentiranno di beneficiare dell’agevolazione solo in presenza di una ulteriore riduzione di detti indici asseverata da un tecnico abilitato.

In particolare, in questo caso, il tecnico che redige l’asseverazione dovrà specificare il valore di trasmittanza originaria del componente su cui si interviene e asseverare che successivamente all’intervento la trasmittanza dei medesimi componenti sia inferiore o uguale ai valori prescritti.

Per le spese effettuate dal 1° gennaio 2008 per la sostituzione di finestre, comprensive di infissi, in singole unità immobiliari, non occorre più presentare l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica.

 

Installazione di pannelli solari

Per questi interventi il limite massimo della detrazione è di € 60.000.

Sono ricompresi in questi interventi solo gli interventi di installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero, istituti scolastici e università.

I fabbisogni che possono essere soddisfatti ricomprendono anche quelli di ambito commerciale, ricreativo o socio assistenziale.

Per l’asseverazione dell’intervento di installazione dei pannelli sono richieste alcune condizioni:

  1. un termine minimo di garanzia (5 anni per i pannelli e i bollitori e 2 anni per gli accessori e i componenti tecnici);
  2. che i pannelli siano conformi alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera;
  3. l’installazione deve essere realizzata su edifici esistenti.

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2008 non è più necessario presentare l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica.

 

Attenzione

“Sulla base delle indicazioni tecniche fornite dall’Enea, sono assimilabili ai pannelli solari i sistemi termodinamici a concentrazione solare utilizzati per la sola produzione di acqua calda. Pertanto, le spese sostenute per la loro installazione sono ammesse in detrazione.”

Se si installa un sistema termodinamico finalizzato alla produzione combinata di energia elettrica e di energia termica, possono essere detratte solo le spese sostenute riferibili alla produzione di energia elettrica.

La risoluzione 12/E del 07 febbraio 2011 ha chiarito che, in questo caso, la quota di spesa detraibile può essere determinata in misura percentuale sulla base del rapporto tra l’energia termica e quella complessiva prodotte dall’impianto.

 

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale

Per questi interventi il limite massimo della detrazione è di € 30.000.

Si intendono ricompresi i lavori di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.

Per usufruire dell’agevolazione è necessaria la sostituzione, non è agevolabile l’installazione di sistemi di climatizzazione invernale in edifici che ne erano sprovvisti.

Dal 15 agosto 2009 è decaduto l’obbligo di presentazione dell’attestato di qualificazione energetica.

Dal 1° gennaio 2008, l’agevolazione è stata estesa anche alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia.

Dal 1° gennaio 2012, la detrazione è stata estesa alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016 per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili è consentita la detrazione.

Qualora in uno stabile vi sia una pluralità di appartamenti, di cui alcuni provvisti di riscaldamento ed altri no, la detrazione non sarà riconosciuta per l’intero importo delle spese sostenute per l’installazione di un nuovo impianto centralizzato di riscaldamento, ma soltanto in funzione della parte imputabile alle unità nelle quali l’impianto era presente già prima dell’intervento.

La circolare 21/E del 23 aprile 2010 ha poi precisato che per individuare la quota di spesa detraibile per ciascun condomino, va utilizzato un criterio di ripartizione proporzionale basato sui millesimi.

 

Attenzione – trasformazione impianti

“Nell’ambito sia della sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione – e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione – sia della sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia, è compresa nell’agevolazione anche la trasformazione:

  • degli impianti individuali autonomi in impianti di climatizzazione invernale centralizzati, con contabilizzazione del calore
  • dell’impianto centralizzato, per rendere applicabile la contabilizzazione del calore.

E’ esclusa dall’agevolazione la trasformazione dell’impianto di climatizzazione invernale da centralizzato a individuale o autonomo.”

Le caldaie a condensazione e il sistema di distribuzione devono possedere i requisiti previsti dalla normativa e di seguito descritti in questo articolo.

 

Quali immobili devono essere oggetto dei lavori per poter godere della detrazione?

L’Agenzia ha chiarito che la condizione indispensabile per fruire della detrazione è che i lavori siano eseguiti su unità immobiliari o edifici (o parti di essi) esistenti, di qualsiasi categoria catastale, anche rurali o strumentali.

La prova dell’esistenza è fornita dalla sua iscrizione in catasto o richiesta di accatastamento, ovvero dal pagamento dell’imposta comunale (Ici/Imu) se dovuta.

E’ quindi chiaro (e conforme a quanto previsto dalla normativa comunitaria di settore che prevede prescrizioni minime in termini di prestazioni energetiche per i nuovi edifici) come non siano agevolabili le spese sostenute in corso di costruzione dell’immobile.

Vediamo ora alcuni chiarimenti specifici dell’Agenzia:

  • in caso di ristrutturazione dove è previsto il frazionamento dell’uinità immobiliare, con conseguente aumento del numero delle stesse, il beneficio è compatibile unicamente con la realizzazione di un impianto termico centralizzato a servizio delle suddette unità;
  • in caso di ristrutturazione senza demolizione dell’esistente e ampliamento, la detrazione spetta solo per le spese riferibili alla parte esistente.

L’agevolazione non potrà quindi riguardare gli interventi di riqualificazione energetica globale dell’edificio ma potrà riguardare quelli dove la detrazione è subordinata alle caratteristiche tecniche dei singoli elementi costruttivi (pareti, infissi, …) o dei singoli impianti (pannelli solari, caldaie, …) e, in caso di realizzazione di impianti a servizio dell’intero edificio (quindi ristrutturato più ampliamento) solo per la parte imputabile all’edificio già esistente.

 

A quanto può ammontare la detrazione massima?

Di seguito riporto gli importi massimi detraibili previsti distinti per tipologia di lavoro:

  • riqualificazione energetica di edifici esistenti                                                                € 100.000
  • involucro edifici (pareti, finestre compresi infissi)                                                                €   000
  • installazione di pannelli solari                                                                €   000
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale €   000
  • acquisto e posa in opera di schermature solari (all. M D.Lgs 311/2006)                                €   000
  • acquisto e posa in opera di imp. di climatizzazione invernale (biomasse)                 €   000

Nel caso in cui si realizzi un intervento di riqualificazione energetica, per il quale è prevista la detrazione di € 100.000, e lo stesso intervento si riferisce all’intero edificio e non a parti di edificio, tale somma costituisce il limite complessivo di detrazione e va ripartita tra i soggetti che hanno diritto al beneficio.

Se sono realizzati più interventi di risparmio energetico agevolabili, il limite massimo di detrazione applicabile sarà costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati.

 

Come si calcolano i limiti e le eventuali ripartizioni della detrazione?

La detrazione può essere goduta sia sull’IRPEF che sull’IRES, e deve, per gli interventi eseguiti a partire dal 2011, esser goduta in dieci rate annuali di pari importo.

L’importo massimo detraibile (100.000, 60.000 e 30.000, a seconda dell’intervento) va riferito all’unità immobiliare oggetto dell’intervento.

Quando vi sono più soggetti detentori o possessori dell’immobile, il limite va ripartito tra questi e ciascuno detrae in funzione delle spese sostenute effettivamente.

Per gli interventi condominiali l’ammontare massimo di detrazione deve essere riferito a ciascuna delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Tuttavia, in caso di intervento di riqualificazione energetica riferito all’intero edificio e non a parti di esso, con quindi limite quindi a € 100.000, tale importo costituisce anche limite complessivo di detrazione che andrà quindi ripartita tra gli aventi diritto (in funzione delle spese sostenute).

Qualora vengano realizzati più interventi agevolabili, il limite massimo della detrazione sarà la somma dei limiti previsti dalla normativa per ciascuno degli interventi.

Per la stessa tipologia di spesa si potrà, ovviamente, richiedere una sola agevolazione (es. la coibentazione delle pareti esterne può essere sia una riqualificazione energetica sia un intervento sulle strutture opache verticali). In questo si dovrà indicare nella scheda informativa a quale beneficio si intende far riferimento.

Se gli interventi sono la continuazione di altri interventi della stessa categoria iniziati in precedenza sullo stesso immobile, si dovranno considerare anche le detrazioni fruite negli anni precedenti per il calcolo del limite. Per i lavori in corso di realizzazione, la detrazione spetta nel periodo d’imposta in cui la spesa è sostenuta, a condizione che il contribuente attesti che i lavori non sono ancora ultimati.

 

Quali sono le spese detraibili?

I costi ammessi in detrazione comprendono sia quelli sostenuti per i lavori relativi all’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le annesse prestazioni professionali (comprese quelli per l’acquisizione della certificazione energetica richiesta).

Per i lavori relativi a interventi di riqualificazione energetica dell’edificio sono detraibili, oltre alle spese professionali, quelle relative alla forniture e alla posa in opera di materiali di coibentazione e di impianti di climatizzazione, nonché la realizzazione delle opere murarie ad essi collegate.

Per gli interventi finalizzati alla riduzione della trasmittanza termica sono invece detraibili le spese riguardanti:

  • interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica “U” degli elementi opachi costituenti l’involucro edilizio, comprensivi delle opere provvisionali e accessorie, attraverso
  1. la fornitura e la messa in opera di materiale coibente per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti (es. nuovi rivestimenti);
  2. la fornitura e la messa in opera di materiali ordinari, anche necessari alla realizzazione di ulteriori strutture murarie a ridosso di quelle preesistenti, per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti (es. nuove mura per isolamento termico);
  3. la demolizione e la ricostruzione dell’elemento costruttivo;
  • interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termina “U” delle finestre, comprensive degli infissi, attraverso
  1. il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti con la fornitura e la posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso (es. finestre nuove con annessi infissi);
  2. il miglioramento delle caratteristiche termiche dei componenti vetrati esistenti, con integrazioni e sostituzioni (es. nuovi vetri più isolanti);
  • interventi impiantistici concernenti la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda, attraverso
  1. la fornitura e la posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonché di opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione a regola d’arte di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianti di riscaldamento (es. realizzazione impianto di pannelli solari per climatizzazione invernale o produzione di acqua calda);
  2. lo smontaggio e la dismissione dell’impianti di climatizzazione invernale esistente, parziale o totale, la fornitura e la posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessario per la sostituzione a regola d’arte di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione (es. sostituzione di vecchie caldaie con caldaie a condensazione. Vige l‘obbligo, se compatibili, di installare delle valvole termostatiche su ogni elemento dell’impianto per quegli impianti di riscaldamento con temperatura media del fluido termovettore superiore a 45°).

Tra gli interventi ammissibili sono compresi anche quelli sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell’acqua, sui dispositivi di controllo e di regolazione, nonché sui sistemi di emissione.

 

Qual è l’aliquota IVA corretta per questi lavori?

L’Agenzia non poteva certo mancare di chiarire quale fosse l’aliquota IVA da applicare per questi lavori.

“Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere per la realizzazione degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici sono assoggettate all’imposta sul valore aggiunto in base alle aliquote previste per gli interventi di recupero del patrimonio immobiliare” – questo è quanto si legge sulla Guida.

Più dettagliatamente:

  • aliquota ridotta al 10% per le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati su immobili residenziali (ovviamente le eventuali fatture dei professionisti scontano l’aliquota ordinaria);
  • aliquota ridotta al 10% per le cessioni di beni solo se la relativa fornitura è posta in essere nell’ambito di un contratto d’appalto.

Nell’ambito di cessione di beni, bisogna poi sempre valutare la disciplina dei beni significativi: qualora l’appaltatore fornisca beni significativi, sugli stessi, si applica l’aliquota IVA ridotta solo fino a concorrenza del valore del manodopera.

Esempio:

Valore bene                      € 1.500

Valore manodopera      € 1.000

Totale imponibile            € 2.500

di cui:                                   manodopera per             € 1.000 all’aliquota del 10%

bene significativo            € 1.000                 all’aliquota del 10%

e bene significativo        €    500                  all’aliquota del 22%

 

I beni significativi sono quelli individuati dal decreto del Ministero delle Finanze del 29 dicembre 1999:

  • ascensori e montacarichi
  • infissi esterni e interni
  • caldaie
  • video citofoni
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
  • sanitari e rubinetterie da bagno
  • impianti di sicurezza.

 

Come devono essere effettuati i pagamenti?

Abbiamo una distinzione da fare:

  • per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa è previsto l’obbligo di effettuare i pagamenti tramite bonifico bancario o postale da cui si evincano chiaramente la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è stato effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori);
  • per i contribuenti titolari di reddito d’impresa non è invece previsto l’obbligo di pagamento a mezzo bonifico bancario o postale. In tal caso, la prova delle spese può essere costituita da altra idonea documentazione.

Questa differenza è dovuta al fatto che, ai fini del reddito d’impresa, vale la regola che prevede l’imputazione dei costi per servizi nella data in cui sono ultimate le relative prestazioni e l’imputazione dei costi per i beni mobili nella data di consegna o spedizione, salvo che la data in cui si verifica l’atto traslativo sia diversa e successiva.

 

E per i lavori finanziati tramite leasing?

Con la circolare 21/E del 23 aprile 2010, l’Agenzia ha chiarito anche questa situazione precisando, in particolare, che:

  • si applicano le regole previste per i titolari del reddito d’impresa e quindi non vi è, per nessuno, l’obbligo di pagamento mediante bonifico bancario o postale;
  • gli adempimenti documentali (es. invio scheda informativa) devono, logicamente, essere assolti dal contribuente che usufruisce della detrazione;
  • è onere della società di leasing è la fornitura della documentazione che attesta la conclusione dell’intervento di riqualificazione energetica e l’ammontare del costo costenuto su cui si calcola la detrazione.

 

Come funziona la ritenuta sui bonifici effettuati? Cosa deve fare il contribuente per godere dell’agevolazione?

Nulla, l’applicazione della ritenuta a titolo di acconto d’imposta pari all’8% dell’imponibile è onere di banche e poste.

NOTA BENE: “La ritenuta non deve essere operata quando il pagamento può essere effettuato con modalità diverse dal bonifico (assegno, vaglia, carta di credito).”

 

Quali documenti si devono conservare per fruire del beneficio fiscale?

E’ necessario, ovviamente, conservare tutti i documenti relativi ai lavori realizzati per poterli esibire in caso di controllo o richiesta da parte dell’Amministrazione finanziaria.

In particolare, vanno conservati:

  1. il certificato di asseverazione redatto un tecnico abilitato;
  2. la ricevuta di invio tramite internet o la ricevuta della raccomandata postale all’Enea;
  3. le fatture e le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi;
  4. per i contribuenti non titolari i reddito d’impresa, la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento;
  5. CONDOMINIO: “Nel caso in cui gli interventi siano stati effettuati su parti comuni di edifici devono essere conservate ed eventualmente esibite anche la copia della delibera assembleare e quella della tabella millesimale di ripartizione delle spese.”
  6. INQUILINI e COMODATARI: “Se i lavori sono effettuati dal detentore dell’immobile, deve essere conservata ed esibita la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.”

In generale si consiglia di conservare sempre e comunque TUTTI i documenti relativi i lavori effettuati e le spese sostenute. L’Agenzia ha chiarito come “l’Amministrazione finanziaria potrà comunque richiedere l’esibizione di ulteriori documenti o atti per verificare la corretta applicazione della detrazione d’imposta.”

 

Quali certificazioni sono necessarie per godere della detrazione?

Per fruire dell’agevolazione non è necessario effettuare alcuna comunicazione preventiva, salvo l’invio della comunicazione di inizio lavori all’ASL se prevista dalle norme in materia di tutela della salute e di sicurezza sul luogo di lavoro e nei cantieri.

L’Agenzia ha poi chiarito quali sono i documenti da acquisire per godere dell’agevolazione.

Tutti i documenti di seguito descritti devono essere rilasciati da tecnici (anche uno soltanto che ne abbia il titolo) abilitati alla progettazione di edifici e impianti nell’ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente, iscritti ai rispettivi ordini e collegi professionali.

  1. L’asseverazione, cioè la dimostrazione che l’intervento rispetta i requisiti tecnici previsti. L’asseverazione può essere una unica per più lavori eseguiti sullo stesso edificio e fornire complessivamente i dati e le informazioni richieste.

Per interventi di sostituzione di finestre e infissi o per le caldaie a condensazione con potenza inferiore a 100 kW l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione dei produttori.

“L’asseverazione del tecnico abilitato può essere sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori (D.M. 06 agosto 2009). Inoltre, nelle ipotesi di autocostruzione dei pannelli solari, è sufficiente l’attestato di partecipazione a un apposito corso di formazione.”

  1. L’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica, vale a dire il docuemnto che evidenzia i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio. Tale documento è prodotto dopo i lavori in conformità alle procedure e alle metodologie approvate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano ovvero alle procedure stabilite dai Comuni con proprio regolamento antecedente l’8 ottobre 2005.

In assenza delle citate procedure può essere prodotto l’attestato di “qualificazione energetica” in sostituzione di “certificazione energetica”. Il certificato deve essere predisposto in conformità allo schema riportato nell’allegato A del decreto attuatibo ed asseverato da un tecnico abilitato.

Gli indici di prestazione energetica possono essere calcolati, nei casi previsti, con la metodologia semplificata riportata dall’allegato B (o allegato G) dei decreti attuativi.

 

IMPORTANTE: “Per le spese effettuate dal 1° gennaio 2008, per la sostituzione di finestre in singole unità immobiliare e per l’installazione di pannelli solari non occorre più presentare l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica.

Tale certificazione non è più richiesta per gli interventi, realizzati a partire dal 15 agosto 2009, riguardanti la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

 

  1. La scheda informativa, redatta seguendo lo schema dell’allegato E del decreto attuativo o l’allegato F, qualora l’intervento riguardi la sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari o l’installazione di pannelli solari.

La scheda descrittiva di cui all’allegato F può essere compilata anche dall’utente finale e deve contenere:

  • i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese;
  • i dati identificativi dell’edificio su cui sono stati realizzati i lavori;
  • la tipologia di intervento eseguito;
  • il risparmio di energia conseguito;
  • i costi relativi l’intervento: precisando l’importo per le spese professionali e quello per il calcolo della detrazione.

E’ possibile rettificare la scheda informativa?

Sì, eventuali errori commessi nella compilazione della scheda informativa possono essere corretti anche dopo la scadenza del termine previsto per l’invio.

Possono essere corretti, ad esempio, gli errori sui dati anagrafici del contribuente e dei beneficiari della detrazione, i dati identificativi dell’immobile oggetto dell’intervento, gli importi di spesa indicati in misura non corrispondente a quella effettiva.

La comunicazione di correzione della precedente deve essere in ogni caso inviata entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la spesa può essere portata in detrazione.

Se è stato indicato un nominativo diverso da quello intestatario del bonifico o della fattura o non è stato segnalato che possono aver diritto alla detrazione più contribuenti, non è necessario rettificare la scheda informativa ma sarà sufficiente che il contribuente che intende avvalersi della detrazione dimostri di essere in possesso dei documenti che attestano il sostenimento dell’onere e la misura in cui tale onere è stato effettivamente sostenuto.

 

Quali documenti vanno trasmessi? Entro quali termini?

Entro 90 giorni dalla data di fine dei lavori (è quella di collaudo e non quella di pagamento) devono essere spediti all’Enea:

  1. copia dell’attestato di certificazione o qualificazione energetica (all. A del decreto)
  2. la scheda informativa (all. E o F del decreto), relativa agli interventi realizzati.

Qualora non sia previsto il collaudo il contribuente può provare la data di fine lavori con altra documentazione emessa da chi ha eseguito i lavori (o dal tecnico che compila la scheda informativa).

NON VALE, a tal fine, L’AUTOCERTIFICAZIONE.

La trasmissione avviene in via telematica tramite il sito internet dell’Enea: www.acs.enea.it.

E’ possibile inviare la documentazione a mezzo raccomandata con ricevuta semplice e sempre entro il termine di 90 giorni dal termine dei lavori (individuato come sopra), solo ed esclusivamente qualora la complessità dei lavori effettuati non trova adeguata descrizione negli schemi resi disponibili dall’Enea.

In tal caso l’indirizzo è il seguente:

ENEA – Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile

Via Anguillarese 301 – 00123 Santa Maria di Galeria (Roma)

Va indicato il riferimento “Detrazioni fiscali – riqualificazione energetica”.

 

Abolizione dell’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate

Con il decreto sulle semplificazioni fiscali (decreto legislativo n. 175 del 21 novembre 2014) e la sue entrata in vigore è stato eliminato l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate gli interventi che proseguono oltre il periodo d’imposta.

La cancellazione dell’obbligo di comunicazione, in particolare, ha riguardato:

  • i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, per le spese sostenute nel 2014 in realizzazione a lavori che sono continuati nel 2015;
  • i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, per le spese sostenute nel periodo d’imposta rispetto al quale il termine di 90 giorni scadeva a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto sulle semplificazioni fiscali (13 dicembre 2014).

“Per le omissioni e gli invii irregolari della comunicazione commesse prima dell’entrata in vigore del citato decreto, non sarà più applicata la sanzione prevista (da 258 euro a 2.065 euro), sempre che, alla stessa data, non sia già intervenuto un provvedimento di irrogazione definitivo.”

 

Cosa succede se cambia la titolarità dell’immobile?

L’Agenzia ha chiarito caso per caso le conseguenze di un eventuale cambio di titolarità:

  • in caso di trasferimento, gratuito o oneroso, della proprietà del fabbricato o di altro diritto reale sullo stesso, le quote residue di detrazione potranno essere fruite dal nuovo titolare, salvo diverso accordo tra le parti;
  • in caso di cessazione del contratto di locazione o di comodato, il beneficio rimane in capo al conduttore (inquilino) o al comodatario (chi ha ricevuto l’immobile in comodato);
  • in caso di successione, e quindi di decesso dell’avente diritto alla detrazione, il beneficio si trasmette solo all’erede che conservi la detenzione materiale diretta dell’immobile (niente successione del diritto all’agevolazione in caso di immobile locato).

 

Se i lavori sono prosecuzione di lavori appartenenti alla stessa categoria effettuati in precedenza?

In tal caso, per determinare l’importo massimo della detrazione, occorre tener conto anche delle detrazioni usufruite negli anni precedenti.

 

Lavori ante 05 giugno 2013 compreso o post 06 giugno 2013 compreso

La detrazione è riconosciuta per un importo pari al 55% delle spese sostenute per i lavori ante 05 giugno 2013.

Per la sola determinazione dell’aliquota corretta (la detrazione è comunque da calcolarsi sulle spese sostenute) occorre prendere in considerazione:

  • la data di effettivo pagamento per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali (criterio di cassa);
  • la data di ultimazione della prestazione, indipendemente dalla data dei pagamenti, per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali (criterio di competenza).

 

Particolarità per le spese dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016 (schermature solari e biomasse)

Per queste spese (sostenute tra l’1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2016) l’agevolazione è prevista anche per l’acquisto e la posa in opera:

  • delle schermature solari indicate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006, fino ad un valore massimo della detrazione di € 60.000;
  • di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di € 30.000.

 

Novità salienti previste dalla legge di stabilità 2016

Le principali novità previste dalla legge di stabilità 2016 sono:

  • l’estensione dell’agevolazione alle spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento o di produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti;

questi dispositivi devono consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto e mostrare, attraverso canali multimediali, i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati, oltre che mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;

  • la possibilità, per chi si trova nella “no tax area” (contribuenti incapienti) e solo per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati su parti comuni di edifici condominiali, di cedere il corrispondente credito ai fornitori che hanno eseguito i lavori, logicamente in via alternativa alla detrazione stessa;
  • l’estensione dell’agevolazione agli interventi realizzati tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2016 dagli Istituti autonomi per le case popolari su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

 

Quali novità si sono susseguite negli anni?

Di seguito le principali novità susseguitesi negli anni:

  • l’eliminazione dell’obbligo di inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate in caso di lavori che si protraggano per più periodi d’imposta;
  • l’estensione, dal giorno 1 gennaio 2015, dell’agevolazione per l’acquista e la posta in opera di schermature solari e di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  • la modifica del numero di rate in cui deve essere ripartita la detrazione (obbligatoriamente dieci di pari importo, una all’anno);
  • l’aumento della percentuale di ritenuta che banche o Poste operano alle imprese che effettuano i lavori: dal 4% all’ 8%;
  • l’esonero dall’obbligo di presentazione dell’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica per la sostituzione di finestre, per l’installazione dei pannelli solari e per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  • l’eliminazione dell’obbligo di indicare separatamente il costo della manodopera nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.

 

La detrazione è cumulabile con altre agevolazioni?

In generale, logicamente, la risposta è no, l’agevolazione non è cumulabile con le altre agevolazioni previste per i medesimi interventi (es. recupero patrimonio edilizio).

Qualora gli interventi realizzati rientrassero sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico (oggi, mercoledì 16 marzo 2016, 65%) sia in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie (oggi 50%), si potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale, sempre rispettando gli adempimenti previsti.

A tal proposito tengo a precisare che il “bonus mobili” è previsto soltanto se correlato ai lavori che danno diritto al 50% di detrazione e di cui alle lettere a (solo per parti comuni), b, c e d del Dpr 380/2001.

Pertanto, come esplicitamente chiarito dalla circolare 3/E del 02 marzo 2016, in caso di sostituzione della caldaia con conseguente risparmio energetico, si ha diritto al bonus mobili solo se per le spese sostenute per detta sostituzione sarà fruita l’agevolazione al 50% (stando alla circolare stessa, la sostituzione della caldaia con conseguente risparmio energetico configura un intervento di manutenzione straordinaria, in conseguenza del quale è consentito godere del “bonus mobili”).

 

 

In pillole …

Cosa va trasmesso all’ENEA:

  • scheda informativa
  • attestato di certificazione (o di qualificazione) energetica (dal 2008 non è più richiesto per l’installazione di pannelli solari e per la sostituzione di finestre. Dal 15 agosto 2009 non è più necessario per gli interventi riguardanti la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale).

Cosa trasmettere all’Agenzia delle Entrate:

  • il decreto sulle semplificazioni fiscali (decreto n. 175/2014) ha cancellato l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate gli interventi che proseguono oltre il periodo d’imposta.

Cosa si deve conservare:

  • certificato di asseverazione;
  • ricevuta di trasmissione dei documenti;
  • fatture o ricevute fiscali;
  • ricevuta del bonifico;
  • ogni altro documento riguardante i lavori e le spese sostenute, se esistente.

Come si devono fare i pagamenti:

  • se ho partita IVA in qualsiasi modo;
  • se non ho partita IVA solo con bonifico bancario o postale apposito.

 

Per i più curiosi …

Cosa deve certificare l’asseverazione in caso di riqualificazione energetica di edifici esistenti:

  • che l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale risulta non superiore ai valori definiti dal decreto del Ministero dello sviluppo economico dell’11 marzo 2008.

Cosa deve certificare l’asseverazione in caso di interventi sull’involucro di edifici esistenti:

  • una stima dei valori delle trasmittanze originarie dei componenti su cui si interviene, nonché quelle conseguite dai medesimi componenti grazie agli interventi realizzati; detti valori devono in ogni caso essere inferiori o uguali a quelli definiti dal citato decreto del Ministero dello sviluppo economico dell’11 marzo 2008;
  • in caso di sostituzione di finestre, comprensive di infissi, è possibile che l’asseverazione sia sostituita da una certificazione dei produttori degli infissi stessi che attesti il rispetto dei medesimi requisiti;
  • in funzione di quanto introdotto dal D.M. 06 agosto 2009 l’asseverazione può essere sia sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate sia esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici.

Cosa deve certificare l’asseverazione in caso di interventi di installazione di pannelli solari:

  • che i pannelli solari e i bollitori impiegati sono garantiti per almeno cinque anni;
  • che gli accessori e i componenti elettrici ed elettronici sono garantiti per almeno due anni;
  • che i pannelli solari sono muniti di apposita certificazione di conformità alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera;
  • che l’installazione degli impianti è stata eseguita in conformità ai manuali d’installazione dei principali componenti;
  • se i pannelli solari sono realizzati in autocostruzione può essere prodotto l’attestato di partecipazione ad uno specifico corso di formazione da parte del soggetto beneficiario;
  • in funzione di quanto introdotto dal D.M. 06 agosto 2009 l’asseverazione può essere sia sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate sia esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici.

Cosa deve certificare l’asseverazione in caso di interventi per la climatizzazione invernale:

  • che sono stati installati generatori di calore a condensazione ad aria o ad acqua con rendimento termico utile, a carico pari al 100% della potenza termica nominale, maggiore o uguale a 93 + 2 log Pn, dove log Pn è il logaritmo in 10 della potenza utile nominale del singolo generatore, espressa in kW, e dove per valori di Pn maggiori i 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW;
  • che sono state installate, ove tecnicamente “compatibili” valvole termostatiche a bassa interzia termica (o altra regolazione di tipo modulante agente sulla portata) su tutti i corpi scaldanti ad esclusione degli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C;
  • per i soli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, con impianti aventi potenza nominale del focolare maggiori o uguali a 100 kW, deve altresì certificare che è stato adottato un bruciatore di tipo modulante, che la regolazione climatica agisce direttamente sul bruciatore e che è stata installata una pompa di tipo elettronico a giri variabili;
  • per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompa di calore ad alta efficienza ovvero con impianti geotermici a bassa entalpia, l’asseverazione deve specificare che:
    • per i lavori effettuati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008, sono state installate pompe di calore che hanno un coefficiente di prestazione (Cop9 e, qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva, un indice di efficienza energetica (Eer) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati dall’allegato H e riferiti agli anni 2008-2009;
    • per i lavori realizzati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2009, sono state installate pompe di calore che hanno un coefficiente di prestazione (Cop) e, qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva, un indice di efficienza energetica (Eer) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati nell’allegato I e riferiti all’anno 2009
    • per i lavori realizzati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2010, sono state installate pompe di calore che hanno un coefficiente di prestazione (Cop) e, qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva, un indice di efficienza energetica (Eer) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati nell’allegato I e riferiti all’anno 2010;
    • che il sistema di distribuzione è messo a punto ed equilibrato in relazione alle portate.

Nei primi due casi, qualora siano state installate pompe di calore elettriche dotate di variatore di velocità (inverter), i pertinenti valori di cui all’allegato I sono ridotti del 5%.

N.B.       Per gli impianti di potenza nominale del focolare, o di potenza elettrica nominale, non superiore a 100 kW,l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione dei produttori delle caldaie a condensazione e delle valvole termostatiche a bassa inerzia termica ovvero dei produttori delle pompe di calore ad alta efficienza e degli impianti geotermici a bassa entalpia che attesti il rispetto dei medesimi requisiti.

 

 

FONTI:         legge 208 del 28 dicembre 2015

C.M. 57/E del 24 febbraio 1998

Circolare 21/E del 23 aprile 2010

decreto legislativo n. 175 del 21 novembre 2014

Dpr 380 del 2001

Circolare 3/E del 02 – marzo – 2016

Decreto del Ministro delle Finanze del 29 dicembre 1999

Decreto Legislativo 192 del 2015, allegato A

Risoluzione 12/E del 07 febbraio 2011

Decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, allegato A

Decreto 311 del 2006, allegato M

Agenzia delle Entrate, Guida Agevolazioni Riparmio energetico, gennaio 2016

www.casa.governo.it/tematiche/risparmiare.html

www.agenziaentrate.gov.it

risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 340/2008

Circolare 21/E del 23 aprile 2010, Agenzia delle Entrate

risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 303/2008

consulenti Agenzia delle Entrate – Call center con operatore

art. 16 bis TUIR

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