Cos’è il ravvedimento operoso?

Il ravvedimento operoso è uno strumento con cui il contribuente riconosce l’errore e viene premiato dall’Amministrazione con una riduzione delle sanzioni.

 

Come funziona il ravvedimento operoso? Per quali tributi è ammesso?

Il contribuente può rimediare a eventuali violazioni tributarie (pagamenti insufficienti o non eseguiti, redditi non dichiarati, dichiarazioni non presentate, contratti non registrati, …) utilizzando, spontaneamente ed entro precisi termini, lo strumento del ravvedimento.

Il principale effetto del ravvedimento è la riduzione della sanzione amministrativa connessa alla violazione.

Per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, dal 1° gennaio 2015, si può sempre ricorrere al ravvedimento, a condizione che non sia stato già notificato un atto di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni di irregolarità (art.36-bis e 36-ter del Dpr 600/1973 e art. 54 del Dpr 633/1972).

Per i tributi non amministrati dall’Agenzia delle Entrate il ravvedimento è consentito solo quando:

  • la violazione non è già stata constatata;
  • non sono iniziati accessi, ispezioni e verifiche;
  • non sono iniziate altre attività amministrative di accertamento delle quali il contribuente ha avuto formale conoscenza.

 

Come cambiano le sanzioni, i termini e le modalità di versamento in caso di ravvedimento?

In caso di ravvedimento, , in generale, la sanzione si riduce come segue a seconda dei termini nei quali avviene il ravvedimento:

  • 1/10 del minimo, nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dall’omissione;
  • 1/9 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un novanta giorni dall’omissione o dall’errore;
  • 1/8 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
  • 1/7 del minimo, solo per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;
  • 1/6 del minimo, solo per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;
  • 1/5 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione (mediante processo verbale).

Questa ipotesi di ravvedimento non si applica alle violazioni documentali in materia di emissione di ricevute e scontrini fiscali, di documenti di trasporto e di installazione dei registratori di cassa.

  • 1/10 del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni.

Questa disposizione riguarda anche l’imposta di registro, in quanto l’espressione “dichiarazione” usata nella specie dal legislatore va intesa in senso lato e, quindi, comprensiva anche della nozione di “atto” o “denuncia” (circolare n. 192/E del 1998).

Per i contribuenti che regolarizzarne gli omessi o i tardivi versamenti di imposte e di ritenute con un ritardo non superiore a quindici giorni hanno la possibilità di ridurre ulteriormente la misura della sanzione; la stessa sarà pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo.

Oltre alla sanzioni sono da calcolarsi gli interessi al tasso legale e in funzione dei giorni.

L’Agenzia ha ulteriormente precisato che, in caso di registrazione tardiva del contratto di locazione, è prevista soltanto l’applicazione della sanzione relativa al tardivo versamento dell’imposta (resta quindi non sanzionata la tardiva presentazione dell’atto) – Consulente Agenzia delle Entrate.

 

FONTI          Guida Fisco e Casa: Le Locazioni – Agenzia delle Entrate

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