Il governo strategico è essenziale per incrementare il valore sistemico della combinazione economico-produttiva.

Tutto questo va sviluppato con l’analisi e il controllo delle interrelazioni che costituiscono la formula strategica attuale e consentiranno di reggere con successo la competizione del domani.

 

Nella formula strategica dell’oggi troviamo i presupposti di quella del domani; infatti, nella metamorfosi aziendale, c’è comunque un filo conduttore caratteristico di quell’azienda.

Questo filo conduttore in alcuni casi è insito negli elementi soggettivi dell’azienda, in altri è invece legato al prodotto o a particolari beni immateriali (marchi, brevetti, …).

 

Proprio perché è difficile che un’azienda si stravolga completamente o cambi completamente business è importante analizzare le sinergie e le risorse distintive che possono esserci tra e nei vari business.

 

L’origine di questa analisi possono essere le risorse distintive e i fattori critici di successo: questi elementi possono essere decisivi in altri business? Quali?

 

L’origine di questa analisi può essere anche il cliente stesso: il nostro cliente tipo verso quali altri business è rivolto? Come ripartisce consumi e spese? Possiamo, riposizionando le risorse attuali, soddisfare le sue esigenze negli altri business?

 

I due approcci, che sembrano alternativi, sono in realtà complementari. Utilizzandoli contemporaneamente si ha una visione più completa e generale della situazione.

 

Da ultimo l’origine dell’analisi può prender spunto dalla teoria dell’abbandono: come potrebbero essere i mercati del domani, se li svincolassimo dalla situazione attuale? Quale potrebbe essere la formula strategica vincente in quei mercati? Come si collega questa situazione ipotetica a quella di oggi? E a quella del “domani vincolato”? Attraverso le risposte a queste domande si elabora la strategia di adottare.

 

Per sviscerare a fondo tutte le proprie potenzialità è importante che l’azienda si chieda anche “che cosa vogliamo fare” e non solo “che cosa possiamo fare” e poi verifichi le reali possibilità di perseguire i potenziali obiettivi individuati.

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