Le manovre sociali, economiche e fiscali del governo Conte in aiuto a famiglie e imprese per fronteggiare l’emergenza coronavirus conteranno nel tempo l’impegno di 350 miliardi, un intervento poderoso a detta del primo ministro (che probabilmente segnerà la nascita del modello Italia, aggiunge il premier).

Oggi, 16 marzo 2020, il Consiglio dei Ministri ha varato un primo decreto da 25 miliardi per far fronte all’emergenza Coronavirus.

In attesa della pubblicazione del decreto e di ricevere le istruzioni operative e i dettagli per gestire i tecnicismi degli adempimenti, vediamo insieme i punti fiscali principali del decreto Cura Italia emersi durante la conferenza stampa di pochi minuti fa:

  • sono sospesi tutti i versamenti di tutti i tributi per i tutti soggetti con ricavi inferiori a 2 milioni di euro, fino al 31 maggio salvo ulteriori proroghe.
  • per i lavoratori dipendenti “obbligati” a lavorare nel periodo di emergenza è prevista una riduzione fiscale che porterà di fatto ad un aumento di stipendio per detto periodo.
  • è introdotta la cassa integrazione in deroga anche per chi ha un solo dipendente, si attendono i dettagli operativi.
  • viene integrato il Fondo di Integrazione Salariale con 1 miliardo di euro.
  • viene introdotto un congedo parentale di 15 giorni alternativo a un bonus baby sitter di 600 euro.
  • viene introdotto un bonus una tantum, non quantificato in conferenza stampa, a tutela delle partite iva per sopperire alle necessità personali del periodo di “chiusura forzata”.
  • viene esteso il permesso relativo alla legge 104 da 3 a 12 giorni.

Vi ricordiamo che il presente articolo non ha lo scopo di consulenza ma di mera informazione, pertanto non deve mai ritenersi sostitutivo di una consulenza ad hoc.

Buon lavoro.
Lo Studio Somaschini

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